RIQUALIFICAZIONE URBANA TRA BONUS ED ARRETRATEZZE TECNICO-PROFESSIONALI - AMMINISTRATIVE

Potrà sembrare strano, ma dovremmo essere di fronte alla possibilità di ri-vedere il ruolo dei nostri edificii condominiali sotto un’altra luce, allo stato inimmaginabile nella nostra quotidiana percezione. Da semplice funzione residenziale, possiamo ritrovarcele come macchine urbane  più complesse, capace di riconnettersi con il mondo, di costruire nuove relazioni produttive e commerciali con il proprio intorno territoriale e con imprevedibili larghe  reti di collaborazione  via digitale.

Ovviamente per raggiungere questo obiettivo significa armarsi di nuove professionalità, nuovi linguaggi, nuove tecnologie, premessa fondamentale per sviluppare virtuosamente queste nuove opportunità, come i bonus edilizi. Bisogna dire che queste opportunità non sono un’opzione neutra,  esse segneranno  fortemente la propria e nostra capacità di essere  in sintonia con le trasformazioni sociali in forte accelerazione. Di contro potremo solo abbracciare una parabola discendente,  assistere passivamente ad un ammasso più o meno precario di calcestruzzo armato degenerato, che potrà aspettare solo la sua ultima e definitiva parabola. Sarà un destino segnato ed irreversibile.

Invertire questo destino sarà necessariamente il nostro compito, lo dobbiamo a tutti quelli che ci hanno preceduto ed a quelli che ci subentreranno nel nostro complicato futuro. Cosa fare?

Bisogna connettersi tecnologicamente con questo “nuovo mondo”. Come?

Attivando piattaforme tecniche, tematiche ed organizzative che ci permettano di costruire nei fatti, nuove relazioni interne ed esterne ai condomini stessi, dando precedenza innanzitutto a tre settori fondamentali:

  • quello dell’innovazione tecnologica;
  • quella ambientale;
  • quella sanitaria.

Su questi tre settori si gioca il futuro dei nostri edifici. Sembra chiaro allora che il considerare solo il tema dell’intervento architettonico-edilizio, per quanto necessario ed obbligato, non risponde pienamente alle domande che ci provengono dalla realtà esterna al “condominio”, quella che si srotola attimo per attimo dentro e fuori le mura dei nostri appartamenti. Non basterà più ripristinare il vecchio equilibrio edilizio-strutturale, bisogna andare oltre e guardare con occhi nuovi tutto il flusso di novità, non necessariamente fisiche e materiali, ma   vaganti su una nuova rete, costituita da nuove città, nuove edifici, nuove stanze, che dobbiamo saper leggere ed abitare.

Le modalità con cui si stanno gestendo le pratiche edilizie in corso tra Bonus Facciate e Superbonus hanno questa impostazione? La cultura delle amministrazioni comunali è all'altezza di questo passaggio? Le professioni ed in parallelo il ruolo degli amministratori, delle imprese o delle istituzioni finanziarie, sono sintonizzati su questa logica innovativa?   

A titolo d'esempio pubblichiamo il testo di un progetto strategico d'intervento su un edificio comunale (costruito negli anni '60) in Viale Colli Aminei - Napoli.