La Stanza di Filomena - La discesa negli inferi della storia di Napoli

La Stanza di Filomena -La discesa negli inferi della storia di Napoli  

In questa sezione tematica  di Time Experience, riutilizziamo  del  materiale  video  ( prodotto  dal  regista  Federico Tinelli con la collaborazione dell’attrice Maria Cinzia Mirabella), sostenuto e promosso  dal sottoscritto Mario Mangone. In questa occasione abbiamo avuto la fortuna di conoscere il geologo napoletano  Quaranta (scomparso pochi anni fa), il quale come un moderno Virgilio, pochi anni fa, ci ha dato la possibilità di visitare  uno spazio (sconosciuto a gran parte dei napoletani), permettendoci di scendere, forse, nella vera Napoli Sotterranea, frutto del  Suo certosino e lungo lavoro di scavo, sviluppato per molti anni.

Siamo entrati da una piccola porta situata lungo la parte alta  di Vico D’afflitto, da quel punto inizia la discesa lungo una scala infinita che sembra arrivi al centro della terra. Poi finalmente si arriva in una caverna molto più ampia ed ariosa e sulla parete è inciso il nome di Filomena, accompagnato da una freccia. Lo spazio indicato dalla freccia è uno spazio raccolto nel tufo e verosimilmente Filomena praticava la sua professione; quello di prostituta, come lo erano tante donne al servizio, storicamente consolidato nell’area, erogato a favore della popolazione maschile e di quella più vasta dei militari, sempre presente nel quartiere,  a partire dalle truppe spagnole (Largo Baracche-Vico Lungo Gelso). 

Ci sembra, attraverso questa testimonianza, far rivivere questo personaggio  esistito durante la 2° guerra mondiale, quello di Filomena, che ha consumato la sua  professione di prostituta popolare,  nelle cave sotterranee dei Quartieri Spagnoli.

Come Time Experience, facciamo  leva sul contributo del Geologo Quaranta ( per il quale si dovrà avere un’attenzione maggiore, per il suo splendido lavoro di scavo e restituzione dello spazio ancora non aperto al pubblico),   in cui ci descrive ruolo e funzione di Filomena nel suo tempo, per poi integrarla con il contributo teatrale di Maria Cinzia Mirabella, nella nuova  Napoli odierna,  dopo circa 75 anni. Questo permette di focalizzare l’attenzione sul personaggio di Filomena,  le sue verità, una dimensione temporale e spaziale urbana, per noi impossibile da immaginare. Un’esperienza da ri-velare per far emergere il grande cuore infernale della storia umana della nostra città.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA STANZA DI FILOMENA

SPETTACOLO E CULTURA NEL POST-COVID19 A NAPOLI

 

Come operatori nel settore dello spettacolo e della cultura, riteniamo che bisogna urgentemente pre-figurare i nuovi scenari che si prefigurano all’alba della fase cosiddetta  “dopo Covid19”. Questo evento globale ha apportato profondi e veloci sconvolgimenti alle diverse scale geografiche, calandosi con radicali effetti su ogni specificità territoriale locale. Napoli, fra queste, ha reagito con grande forza e convinzione  nella prima fase del fenomeno pandemico, attraverso una rigorosa gestione della fase “lockdown”, ma sarà opportuno prepararsi in tempo,  nei confronti degli scenari che si prefigurano pericolosamente all’orizzonte; partendo proprio dalla considerazione che  questa fase, può  offrire anche delle inaspettate opportunità di cambiamento. 

Dando per acquisito che la sezione,  quella sanitaria,  dovrà essere la prima ad essere presa in considerazione, sembra anche chiaro che stiamo entrando nel campo di nuove relazioni:  tra corpo e territorio, tra ambiente e geografia, tra cultura e memoria territoriale, tra progettualità ed innovazioni istituzionali del territorio.

Pertanto vogliamo mettere, sotto un specifico fascio di  luce,  le forme di produzione-consumo dello spettacolo e cultura nella nostra città, nelle sue relazioni con la scala globale e nei suoi meccanismi  tecnologici e processuali sul nostro proprio territorio.   Questo settore è già da tempo sintonizzato su nuove coordinate temporali e spaziali,  consapevole che è in gioco una nuova esperienza del mondo, con una forte accentuazione su quella individuale, fortemente personale o soggettiva. Il “corpo” è la nostra nuova città, quella con cui fare i conti. Bisogna avere antenne sensibili per intercettare nuovi linguaggi lungo questa trasformazione, lungo questa nuova esperienza del mondo.

Bisogna avere strumenti adeguati per navigare in questa nuova epoca. I settori tematici, organizzativi e produttivi dello spettacolo e della cultura, in generale, sono trincee avanzate per avere la forza di ridisegnare un nuovo modo di essere della civiltà urbana, con specifico riferimento a quella occidentale, innanzitutto per quanto riguarda la sua relazione con gli spazi, i linguaggi, la sua diffusione nel tempo e nello spazio.

Napoli può offrire e produrre una modalità fortemente innovativa per quanto riguarda un nuovo modo di pensare la città, la sua memoria, le sue funzioni ed è per questo che abbiamo intenzione di costruire, come soggetti promotori,  una piattaforma analitica e progettuale, dal titolo “La Stanza di Filomena”,  da porre al  confronto fra tutti gli operatori di settore, i cittadini, le istituzioni e l’intera rete del mondo informazione e social.